La prima cosa da chiarire è che noi non siamo secondi a nessuno. Siamo convinti che l’unica ragione per cui si usa chiamarci secondi è perché siamo disposti, in formazione, subito dopo i primi, se chi guarda al coro schierato comincia a contare da sinistra; che se invece si cominciasse da destra ci potremmo tranquillamente chiamare terzi, il che creerebbe ancora più confusione, e comunque non si usa. Si tratta, come tutti sanno, della Sezione più importante di un coro popolare-alpino, com’è il nostro. Siamo l’asse portante del coro, che gli dà armonia e potenza quando servono, che lo trascina nei momenti lirici più ispirati, che fornisce grazia e colore modulando i crescendo più appassionati con i pianissimo tenuti con un filo di voce, senza prendere il respiro, fino a quando il Maestro, guardando negli occhi gli altri coristi, si accorge che non ne possono più, e dà il segno di finire. I Primi potrebbero cantare da soli: la loro parte è facile, melodiosa in genere, infatti la chiamano melodia. Sarebbe perfino più gradevole se la cantassero tutti a tempo, ma, se vogliamo indulgere alla critica, benevola peraltro, dovrebbero occuparsi anche dei timbri, dei volumi, della grazia insomma che un canto, se pur maschio e di montagna, quasi sempre richiede. Per fortuna ci siamo noi secondi, non a caso ci hanno messo di fianco, che in qualche modo poniamo rimedio. Parliamoci chiaro, avete mai sentito un coro che canta senza i secondi? Rispondiamo noi per voi: NO. È impossibile, un coro senza secondi non può cantare. Ma non può farlo nemmeno un piccolo gruppo che vuole cantarne due in rifugio o alla fine della festa, quando tutti gli altri se ne sono andati via e si rimane sotto la luna in quattro o cinque a cantare le più belle, quelle che non si vuole mettere in repertorio perché sarebbe troppo facile, al pubblico piacerebbero troppo. Ed infatti, proprio in quelle situazioni c’è sempre qualcuno che si preoccupa: dove sono i secondi? E come per miracolo ecco che almeno un secondo sbuca fuori, perché i Secondi hanno il senso del dovere, e sanno che ci debbono essere, costi quel che costi. Credo che le considerazioni finora esposte abbiano convinto chiunque che i Secondi si pongono, nell’ambito del coro, su una posizione di eccellenza, parlando in termini assoluti e non volendo per carità di patria porsi sul piano dei confronti.Chi ci legge potrebbe a questo punto porsi una domanda: perché questi Secondi non cantano da soli, visto che sono così bravi? Semplice: noi Secondi non cantiamo da soli perché facciamo parte di un Coro, e ci piace cantare in coro. Ci piace tanto che accettiamo angherie e soprusi (musicali, s’intende) ed imponiamo agli altri i nostri, pur di cantare assieme e creare così l’Armonia, che è l’essenza di un Coro, che è quella che vorremmo partecipare a chi ci ascolta, e da cui tutti noi, quando appunto riusciamo a raggiungerla, ci sentiamo esaltati ed appagati.

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