I Direttori nella storia

GIUSEPPE DAVICO (1950-1955)


Ha scritto Vittorio Sartori, uno dei coristi della prima ora: “Il Coro Edelweiss deve i primi passi della sua avventura a Pinuccio, il primo maestro, colui che si accollò l’onere di iniziare da zero ad insegnare le parti delle quattro sezioni del Coro. Parti che egli stesso imparava per la prima volta sugli spartiti, per poi insegnarle agli altri componenti! Un lavoro enorme, stante il fatto che nessuno dei coristi di allora conosceva la musica: erano dei veri dilettanti. Le parti le imparavano a memoria ascoltando e ripetendo: dipendeva dalla loro capacità di memorizzazione! Con tutto ciò di progressi se ne fecero, e l’opera instancabile del maestro diede i primi frutti. Il lavoro di gruppo fece il resto”. Si ritirò volontariamente per impegni di lavoro.

FRANCO RAMELLA (1955-1991)


E’ stato certamente il Direttore più importante del Coro Edelweiss, per il numero di anni (più di 35) di conduzione, ma soprattutto per l’indubbio carisma di cui godeva presso tutti i coristi che si sono alternati negli anni. Uomo di grande personalità, rivestiva una carica importante nel mondo lavorativo (per molti anni Direttore Generale dell’Ordine Mauriziano) e trasmetteva la sua competenza manageriale anche nella conduzione del coro. Grande ammiratore ed amico del Coro della SAT di Trento, ha forgiato il repertorio e l’interpretazione del Coro Edelweiss su questo modello, financo imitandone la divisa ed il modo di dirigere, di fianco e non frontalmente come normalmente si usa. A suo merito va ascritta anche la notevole messe di armonizzazioni Edelweiss (ben 45!) commissionate via via a coristi ed amici (da ricordare in particolare Tullio Cavallero e Lino Fornelli), ancor oggi esemplari e in gran parte molto originali. La sua forte personalità e la personale interpretazione dei brani, non sempre condivisa da tutti i coristi, lo portò ad un certo punto in rotta di collisione col coro stesso, fino alle sue dimissioni, lasciando tuttavia in tutti il ricordo di un maestro difficilmente replicabile. Sotto la sua direzione il coro ha inciso 2 dischi storici in vinile ed una musicassetta.

WILLEM TOUSIJN (1991-2001)


Per un decennio, Willem detto William ha condotto il coro nella difficile successione del maestro Ramella. Professore di Sociologia alla Facoltà di Economia, uomo di grande cultura e preparazione, ha portato al coro la sua spiccata personalità anche come direttore, in concomitanza con la conduzione di un altro importante coro misto torinese (Nigritella). Nel modo di dirigere ed interpretare i brani, William ha mostrato grande sensibilità e personalità; anche nel suo caso il forte ascendente lo ha aiutato a plasmare il coro secondo i suoi criteri, ben evidenti nei due CD incisi durante il suo decennio (1996 e Cd del cinquantenario nel 2000). Anche dopo le sue dimissioni, avvenute per insostenibilità del duplice impegno di maestro, è rimasto ed è tuttora nel coro come caposezione dei tenori secondi e, in quanto memoria storica di tipo tecnico, ha supportato con competenza e discrezione i capicoro che gli sono succeduti.

EGIDIO FORTI (2001-2010)


Molto diverso da chi lo aveva preceduto, Egidio, detto Gigi, ha portato nel coro una passione travolgente ed una voglia di fare al limite dell’abnegazione. Taxista di professione ed autodidatta musicale, con grande determinazione ha studiato musica e – anch’egli grande estimatore della SAT – ha cercato di modellare l’interpretazione dei brani secondo il modello trentino, inserendo però un modo molto personale di direzione. Nel proprio decennio, il coro ha avuto anche un certo rinnovamento soprattutto nell’offerta dei concerti. A quelli tradizionali, si sono affiancate attività più spettacolari, tra cui l’importantissima “LA MONTAGNA INCANTATA” (récital di orchestra, coro, voce recitante e solista), in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e “LEGGERE LE MONTAGNE”, reading di letteratura di montagna inframmezzati da canti, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale del CAI e con il Museomontagna. Nel 2008 ha fortemente voluto e realizzato, non senza grandi fatiche, un nuovo CD, comprensivo di brani di alta difficoltà tecnica.

FRANCESCO BIANCHI (2010-2015)


Subentrato nel 2010 al maestro Forti in occasione del sessantennale del Coro Edelweiss, dopo una decisione sofferta ma convinta della maggioranza dei coristi, allo scopo di rinnovare profondamente il coro, in vista di nuovi inserimenti e di una rivitalizzazione complessiva. Maestro professionista, dal curriculum musicale invidiabile, Francesco è entrato con grande entusiasmo e dopo una non facile fase di reciproco adattamento, si è calato perfettamente nello spirito del coro; prova ne siano non solo i notevoli miglioramenti tecnici ma anche l'inserimento di nuovi brani da lui armonizzati; Francesco abbina alle indubbie capacità tecniche una predisposizione all'insegnamento che rende agevoli anche gli apprendimenti più complicati. Ecco perchè si può parlare, in presenza di Francesco, di un vero salto di qualità del coro. Saluta il coro consensualmente nel 2015, dopo aver diretto il coro e supervisionato la produzione in occasione del nuovo CD

MARCELLA TESSARIN (2015 - ATTUALE)


Nell'ottica del miglioramento della qualità complessiva del coro fa il suo ingresso per la prima volta nella storia dell' Edelweiss un direttore donna: Marcella Tessarin. Musicista dal curriculum prestigioso (diplomata al conservatorio di Torino in pianoforte, composizione e direzione d'orchestra) è attiva anche come compositrice di musica contemporanea. Da diversi anni si dedica all’insegnamento del pianoforte, di teoria e solfeggio e dell’armonia presso diverse scuole della provincia torinese e cuneese. Lavora annualmente nelle scuole medie pubbliche come insegnante di educazione musicale e presso il Liceo del Teatro Nuovo di Torino. Lavora stabilmente con la Compagnia D’Opera Italiana, per la quale organizza spettacoli di opera e di operetta e collabora con la casa editrice Universal-Ricordi in qualità di orchestratore. Marcella mette questo talento in gioco per esplorare il mondo del canto popolare di montagna; uno scambio in cui vi sarà reciproco giovamento. Il coro punta con Marcella a restituire al canto popolare di montagna il ruolo culturale che gli spetta. Senza perdere d'occhio la voglia di divertirisi insieme e far divertire